Portainnesti del melo

PORTAINNESTI DEL MELO

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M106

Portinnesto ora utilizzato solo per varietà di “tipo spur” e per terreni di media fertilità ma non soggetti a ristagni idrici, per la notevole sensibilità al marciume radicale (Phitophtora cactorum), né troppo siccitosi. Induce vigore medio, comunque non compatibile con le esigenze odierne, buona produttività ed efficienza produttiva. I frutti sono di pezzatura leggermente inferiore a quella ottenuta con altri soggetti più deboli.

M111

Deriva dall’incrocio di Northern Spy x Merton 793, ottenuto congiuntamente dal John Innes Institute insieme alla Stazione Sperimentale di East Malling (GB). Si propaga molto bene

M26

Soggetto ottenuto da un incrocio M16 x M9, a East Malling (GB)nel 1965. Questo soggetto si propaga discretamente bene per margotta di ceppaia, risulta scarsamente pollonifero. L’ M26 predilige terreni fertili, permeabili, irrigui. E’ più sensibile ai freddi invernali rispetto al M9.

M9

Ottenuto da Hatton ad East Malling (GB). Successive selezioni clonali, condotte in vari paesi europei, dopo l’introduzione del risanamento con termoterapia, hanno fatto del M9 un portainnesto a varietà policlonale commercialmente diffuso sotto varie denominazioni. Scarsa l’attitudine pollonifera, predilige terreni fertili, permeabili, irrigui. Interessante per impianti ad alta densità anche quando è innestato con varietà ad habitus vegetativo di tipo standard e vigoria intermedia ed elevata.

Altri portainnesti: Cover 1, M7, M25

 
 
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